Random Quotation:

"Quello che facciamo per noi stessi muore con noi , quello che facciamo per gli altri o per il mondo rimane ed e' immortale", Albert Pine

mercoledì 21 maggio 2008

fra tac

venerdì 7 marzo 2008

Uomini non Macchine!

video


Ragazzi...da brividi...


Non saremo in guerra, non saremo sotto dittatura, ma l'attualità di questo discorso è sconvolgente perché la guerra è un effetto ma le cause che le danno vita sono da ricercarsi nel cuore della gente. L'avidità ci rende duri, insensibili, mai contenti... Quanto egoisti siamo, quanto limitati e meschini nell'amare, un'amore che ha perso le sue fondamenta di gratuità. Perché oggi si dà per avere, siamo diventati calcolatori, cinici, macchine. I nostri sentimenti funzionano con gli ingranaggi.


Cazzo ragazzi!!! Svegliaaaaa! Studiamo, lavoriamo, facciamo mille cose, il tempo ci manca sempre ... ok ma... non dobbiamo perdere di vista il lato umano della vita! Sforziamoci di avere un occhio di riguardo per le persone che abbiamo intorno, chiediamoci se quello che facciamo è rivolto ad una vita serena e felice o se invece siamo in balia della nostra avidità, che ci fa credere che ad avere tante cose saremo più contenti. Le cose non fanno la felicità!!!! A correre dietro alle cose il nostro cuore diventa un deserto e se le guerre si scatenano allora non dovremo piangere il morto dopo, se noi per primi per anni nel nostro cuore abbiamo solo coltivato egoismo, sospetto, cattiveria! Ognuno di noi, nel nostro piccolo, dà a questo mondo il suo contributo di pace o di guerra...


E se scegliete di fare il bene, non demoralizzatevi nel farlo! Non incazzatevi col mondo se date molto a qualcuno (amici, sconosciuti, famiglia, ragazza/o,...) ma non ottenete nulla in cambio! Le macchine farebbero così!! Le macchine si risentirebbero, direbbero 'chi me lo fa fare?' !!
Ma:


“VOI NON SIETE MACCHINE, SIETE UOMINI!!!”


E in quanto uomini amate gratuitamente e senza tregua....
Qui non si tratta di essere sognatori, di cambiare il mondo o chissà cos'altro! Non si tratta di essere di destra, di sinistra, ricchi o poveri, credenti o atei... Qui si tratta del nostro cuore, della nostra capacità di amare, della nostra fame di giustizia.

Vi lascio con una domanda, una domanda a cui tutti dovrebbero trovare la loro risposta:

'Cos'è per te il progresso?'

Sono le macchine il futuro? i computer superpotenti? L'uomo che cazzeggia su marte o invade plutone? Incrociare un delfino con una rosa? Fare dell'uomo un pagliaccio ridicolo che pensa di essere immortale, che pensa di poter controllare tutto? (Detto da un ingegnere vorrei far notare!)

O forse dovremo essere più umani nel nostro futuro? Qualche sorriso in più, un po' di gentilezza, un fiore lasciato davanti una porta chiusa, delicatezza...


venerdì 29 febbraio 2008

Fede e scienza: un dibattito "dal basso"

Tra le varie cose che riempiono la mia settimana di giovane prete, ce n'è una che mi diverte e che mi sembra pertinente con l'argomento trattato in questi blog: insegno religione cattolica in un istituto privato cattolico della città (due ore, una in prima e una in seconda media) e all'inizio dell'anno abbiamo affrontato il rapporto tra Fede e Scienza.
Davvero interessantissimo far venire fuori da dei preadolescenti normalissimi (per quanto in conceto di normale sia definibile e condivisibile) cosa ne pensavano e della FEDE e della SCIENZA: ci siamo davvero divertiti (e il tempo è proprio volato) e ne sono venute fuori di cose, tutt'altro che banali, poi.
In un secondo momento abbiamo cercato i punti in comune tra le due "colonne": e anche qui ne abbiamo trovati, eccome!
Se qualcuno fosse interessato a sapere cosa è venuto fuori, può chiedermelo e io volentieri mando via mail il materiale.
A un certo punto, ho chiesto a bruciapelo: ma allora, qual'è la differenza tra le due? E un preadolescente (non necessariamente il più bravo, la secchia, per intenderci!) mi ha risposto (le parole, sono all'incirca quelle...): "Don, secondo me la differenza sta nelle domande! La scienza risponde alla domanda "come?"; la fede alla domanda "perché?".
Mi venivano (quasi) le lacrime agli occhi dalla contentezza!
Voi che ne dite?
Nel Vangelo c'è scritto che "ai piccoli è rivelato il Regno..."

giovedì 3 gennaio 2008

La speranza è l'ultima a morire non significa che vivrà per sempre!

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La speranza è l'ultima a morire, ma quando pure lei cade a terra stecchita che si fa?
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Vigilia di Natale 2007.
Passeggio con le mani scorticate dal freddo in tasca e la bocca coperta dalla sciarpa, ma in cuor mio sono strafelice perchè tra pochi istanti avrei rivisto lei, la mia Speranza. Eccola là, la vedo già dall'altra parte della strada che viene verso di me. Era da un pò che non ci vedavamo più e finalmente avrei passato la serata con lei. Quante sere passate a casa a pensarla, a ricordarla. Non avevo mai perso la speranza di rividere Speranza! Lei si era allontanata per un pò, ok, ma non l'avevo mai persa... Accelero il passo per raggiungerla prima possibile. Ma cosa fa? Che diavolo fa... aspetta non vedi che è rosso?! No!!!
Un tir a sedici ruote motrici le passa sopra, non tralasciando di schiacciarla con nemmeno una. Io sono attonito, bianco come il ricordo che ho della neve. Tutto poi si svolse di fretta: lei la sentivo piangere sommessamente e con le sue ultime forze riuscì a dire solamente 'sono confusa!'. Bhè, enigmatica come ultima frase. Poi il camionista scese d'un balzo dalla cabina e si avvicinò a me con passo baldanzoso e uno stuzzicadente in bocca. Io lo fissai giostrandomi tra vari sentimenti, tutti però ispirati all'omicidio. Lui invece sembrava tranquillo. Infine mi posò una mano sulla spalla e mi disse: 'Ciao figliolo, io mi chiamo Ironia, Ironia della Vita! Non ti preoccupare, vedrai che se la caverà! La speranza è l'ultima a morire figliolo!'.

martedì 1 gennaio 2008

Vendo magliette e Ammazzo la gente

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Se una ragazza aiuta un'associazione di volontariato di media una volta ogni tre settimane a vendere magliette e poi quando va casa uccide il fidanzato, un fidanzato onesto e che le voleva bene, si può dire forse che è un pelo ipocrita nel suo voler far del bene?
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Cioè parliamo di una di quelle che vogliono la pace nel mondo....
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Pace nel mondo? Ma se per prima lei ha rapporti conflittuali con tutti quelli che le stanno attorno e accoltella senza batter ciglio la persona che l'ha amata?
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Non è che fa con la destra beneficenza solo per riuscire a mettere a posto la coscienza orribilmente sporca della sua sinistra? Anche se credo che lei non sia più in possesso della sua coscienza: gira voce che l'abbia venduta al mercato in cambio di una manciata di libertà
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Ed ecco il risultato della manciata di libertà:
"Sono confusa! [ometto la profusione di stronzate del discorso centrale] Vorrei essere come te...", questa la sua risposta mentre ho ancora il coltello piantanto nella chiappa.

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Bhè non è difficilissimo essere come me: basta evitare di fare tanto gli idealisti, tanto quelli che vogliono la pace nel mondo e ricchezza per tutti, e pensare piuttosto a sistemare la propria vita ed evitare di distruggere quella di chi ti sta vicino!
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Il mondo sarebbe migliore se le persone che lo vogliono migliore non fossero tanto ridicole poi nel loro modo di agire: vendono magliette per beneficenza e ammazzano la gente!

sabato 8 dicembre 2007

Omicidio Coscienzioso

'Sì ma cosa devo dirle?'

'Come cosa? Le devi ripetere quello che hai appena detto a me!'

'Ma te sei te e lei e lei. Non capirà mai! Non posso dirglielo!'

'E allora cosa pensi di fare?'

'Parliamo io e te, così, in amicizia!'

Faccio segno al cameriere di portarmi un'altra birra ghiacciata anche se sembra impegnato a disegnare cerchi immaginari nell'aria con lo strofinaccio. Poi vedo che si mette a parlare con un tipo, qualcuno che non vedo perchè coperto da una colonna.

'Come parliamo io e te? Ma a che serve? Io so già tutto, mi hai già spiegato tutto, è con lei che devi parlarne!'

'Non prendi niente te?'

'No, caosmai bevo un pò della tua. Non cambiare discorso, per la miseria! Guarda che non hai mica dieci anni, le cose le devi affrontare!'

'E' per questo che sono qui con te, no?'

'No! Sei qui con me per avere un consiglio, ma poi dovrai uscire da quella porta e là inizia la pratica, la teoria non ti servirà più!'

'Hai ragione!'

Mi alzo a stento e sbatto una manciata di monete sul tavolo, senza aspettare l'ultima birra. Afferro dal bancone il coltello usato per affettare i limoni e lo pianto nella gola della mia amica che comincia a gemere e sputare fiotti di sangue. Mentre me la rido nel mio stato translucido, soddisfatto d'un gesto che avrei dovuto compiere tanto tempo prima, non faccio a tempo a fare due passi che il tipo dietro la colonna mi raggiunge in un balzo e mi sbatte sul tavolo, strattonandomi violentemente. Così mentre aspiro il puzzo delle mille sostanze alcoliche che hanno sbavato su quel tavolo lercio (ma a che serve allora il canovaccio del barista??), mi sento urlare:

'sei in arresto! Hai appena ucciso la tua coscienza! Hai diritto ad avere rimorsi e se non sei in grado di averne te ne procureremo noi d'ufficio!'

E con la mano libera mi mostra la patacca con scritto "Moralista".

giovedì 15 novembre 2007


Il miracolo si è rinnovato nuovamente. Alle 9.31 del 19 settembre scorso il duca Riccardo Carafa, della deputazione di San Gennaro, ha sventolato il fazzoletto bianco davanti alla folla dei fedeli, segno dell’avvenuto miracolo della liquefazione del sangue del santo napoletano. All’interno del Duomo, il cardinale Crescenzio Sepe, nel medesimo momento, ha mostrato ai fedeli l’ampolla con il sangue liquefatto e subito si levano delle grida tra la folla: "A San Gennà fa che il Napuli avvinca lo scudet!", "Salva Maradona!", segno della forte devozione del meridione per i suoi santi. Il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro fu annoverata per la prima volta nel 1389 e da quel momento si manifesta tre volte l’anno: il 19 settembre, data in cui il santo fu decapitato nel 305 d.c., il sabato che precede la prima domenica di maggio, in occasione della cerimonia che ricorda la prima traslazione delle reliquie, ed il 16 dicembre, per l'anniversario dell'eruzione del Vesuvio del 1631, bloccata dopo le preghiere al patrono. In queste occasioni, i grumi rappresi spontaneamente si sciolgono ed il sangue ribolle ed assume il colore rosso vivo. Ma non sempre il miracolo si compie e quando non accade sono dolori: secondo i napoletani, incombe la sciagura. A volte, poi, il miracolo si compie al di fuori delle date previste, come accadde nel giugno del 1799, quando il generale francese Championnet entrò a Napoli con le sue truppe oppure, in tempi recenti, nel maggio ’92 in occasione della visita del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Andrew Bertie. In questi secoli vari studiosi, scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno tentato di dare una spiegazione scientifica a questo incredibile prodigio. Per lungo tempo non si è riusciti, però a trovare una soluzione plausibile che raccogliesse il parere favorevole, se non di tutti, almeno del maggior numero di esponenti della comunità scientifica. Oggi però una teoria si sta facendo strada rispetto alle altre.L’ipotesi Tissotropica. La tissotropia, dalla definizione che ne da Wikipedia, è “la proprietà di alcuni fluidi pseudo-plastici di variare la loro viscosità quando sottoposti a sollecitazioni di taglio oppure nel caso di lunghi periodi di quiete. In queste condizioni il fluido può passare dallo stato di grasso pastoso quasi solido a quello di liquido o, più in generale, da quello di gel a quello di liquido”. Tra le sostanze comuni la salsa ketchup è forse la più nota a manifestare questa proprietà. Quando il contenitore è immobile la salsa appare di consistenza quasi solida, molto densa; quando invece si agita la bottiglietta essa diviene in pochi secondi molto fluida, quasi liquida, e fuoriesce con facilità dal foro. Secondo gli studiosi, l’atto di maneggiare la reliquia, durante la cerimonia, rovesciandola più volta per controllarne lo stato (nella prima fase) e per mostrarne la consistenza ai fedeli (nella seconda fase) può fornire l’energia necessaria ad innescare la liquefazione. Qualcuno potrebbe obbiettare che, se questa teoria fosse vera, non si spiegherebbe il perché della mancata liquefazione. Obbiezione giusta che però può essere smentita dal fatto che basta maneggiare delicatamente la reliquia per non farle subire le sufficienti sollecitazioni meccaniche alla liquefazione. A sostegno di ciò si sono registrati casi di liquefazioni improvvise, senza cerimonia e senza folla, quando l’ampolla è stata mossa, per esempio in occasione di restauri della teca. I difensori di questa teoria sostengono, inoltre, che la preparazione di una sostanza tissotropica è possibile utilizzando materiali e tecniche già disponibili nel 1300. Si parte da una soluzione in acqua di un sale di ferro, il cloruro ferrico, che esisteva in abbondanza sul Vesuvio (come minerale detto Molisite), si aggiunge una quantità ben determinata di carbonato di calcio (un pigmento bianco molto usato dagli artisti dell’epoca). Il risultato è una soluzione colloidale bruno scura di idrossido di ferro che deve essere purificata. Per fare questo si deve mettere in una sorta di sacchetto di pergamena (o vescica o budello animale) lasciato immerso in acqua per qualche giorno. Alla fine si aggiunge una piccola quantità di comune sale e si ottiene così una sostanza tissotropica che, lasciata a riposo per alcune ore, assume la consistenza di una gelatina molto densa, ma che torna perfettamente liquida se il contenitore in cui si trova riceve piccoli urti o scosse molto simile in tutto e per tutto al sangue.

Ore 21.15 mi trovate in chat...non sempre...se capita...