Random Quotation:

"Quello che facciamo per noi stessi muore con noi , quello che facciamo per gli altri o per il mondo rimane ed e' immortale", Albert Pine

venerdì 17 agosto 2007

Il declino di un campione



Don, don, don, don, don, don, don, don, don, don, don, don.

Dodici rintocchi di campana per ricordare che è arrivata mezzanotte, l'ora delle ore, l'ora del declino, l'ora tanto temuta da cenerentola la quale aveva venduto l'anima al diavolo per essere affabile almeno per una sera nella sua vita. Ma ecco che, neanche tempo di finire l'happy hour, il principe si ritrova ubriaco a bestemmiare, seduto sui gradini del suo castello con una scarpa puzzolente nel suo margarita, a mò di spicchio di limone. Per carità, era la scarpa di cenerentola ma ora cenerentola non è più cenerentola, quindi non vale la spesa di un margarita rovinato, non è più bella e graziosa ma è tornata ad essere una delle tante! Non vale più la pena sedersi domenica alle due del pomeriggio, davanti alla tv, fuori un bel sole, per ritrovarsi poi con una scarpa tra le mani, ogni aspettativa non ripagata. Per carità ci son due che la favola la raccontano bene, danno entusiasmo, ma sono i fatti che sono vuoti di contenuto: quei due riuscirebbero a dar rilievo anche ad un bambino che lecca il gelato! Tutto questo perchè la carrozza è diventata una zucca e la moto 46 una mini-moto 46 che arranca nel traffico medievale (figurarsi in pista!). E' l'epilogo di una favola, una favola che ha dato da sognare, che c'ha fatto passare del buon tempo ma ora tutto è compiuto e lo spettatore come il principe, quando si riavrà dalla sbornia, butterà la scarpa e si farà un nuovo margarita poichè cenerentola è ormai dimenticata ma la voglia di nuove emozioni non muore come i personaggi delle fiabe che per un pò le incarnano. Il principe vuole nuove emozioni! Le esige! Una volta aveva conosciuto un'altra cenerentola molto speciale... la chiamavano formula 1... Adesso però ha sentito dire che s'è imbruttita alla grande, puzza di formaggio di fossa e la sua domenica è come un lunghissimo canto gregoriano.... C'è ancora chi le va dietro ma più in nome dei vecchi tempi, di un vecchio stupido amore ch'è duro a morire. Anche la 46-esima cenerentola si è unita alle litanie dei frati incappucciati.
E come il principe Sirius che rosica come un maiale perchè Vultus 5 gli spacca tutti i suoi robottini, come il principe Sirius oramai rosica a priori, ancora prima della fine perchè sa già che anche quella domenica il suo robottino si prenderà una spadasciata a V, così l'appassionato non può che sbraitare contro quel maledetto tubo catodico e i personaggi al di là di esso che non sono più in grado di trasmettere emozioni (Italia uno trasmette emozioni??? Ma dove?).

9 commenti:

Anonimo ha detto...

come fai a dire che non trasmette emozioni??????mi verrebbe da chiederti tu le hai mai provate...ti hai mai trasmesso adrenalina,sensazione,la forza di non mollare mai,il coraggio di affrontare la vita,la voglia di realizzare il tuo sogno,......queste cose tu le hai recepite durante una sua gara ....io non credo se parli in qst modo.....le favole terminano sempre a lieto fine e se qst è una favola di sicuro sarà cosi....non si punta il coltello contro qualcuno se non sei certo che sia colpevole,io la penso cosi ...tu no?????

Anonimo ha detto...

Si anche secondo me...dove sono le tue emozioni?

Anonimo ha detto...

Ciao
come tifoso posso solo non essere daccordo con quello che hai scritto dall'inizio alla fine.
Purtoppo in questo periodo contro Valentino se ne dicono di tutti i colori, ma sono solo parole al vento che lasciano il tempo che trovano e condite da una grande dose di invidia verso un ragazzo cha ha fatto esaltare, innamorare, conoscere uno sport che pochi seguivano e che solo noi appasionati conoscevamo.
E' diventato in un decennio il punto di riferimento per migliaia di giovani e anche di adulti, ed ora che stà vivendo una crisi non dovuta alle sue capacità, che sono rimaste immutate, ma un'insieme di fattori esterni quali moto meno competitiva, gomme Michelin che non funzionano, accuse infondate di frode fiscale, sì perchè finchè non c'è una prova non si condanna,
tutti pronti a massacrarlo e considerarlo un pilota finito e senza nemmeno avere le conoscenze tecniche per poter affermare che quello che scrivono è la verità ma che viene scritto solo perchè fa moda, fa audience.Questo modo di pensare e di scrivere è veramente nauseabondo, vergognoso e ridicolo.

Valentinik

MAK ha detto...

Se per avere un POST frequentato da commenti basta scrivere una sequela di puttanate, allora, forse, caro il mio Nifritz, tu hai capito tutto.
Dal formaggio di fossa che puzzerebbe, il che identifica chiaramente il tuo ruolo rispetto all'arte culinaria (capisci poco anche lì!), all'allegoria di Cenerentola che con il nostro pilota, nulla c'azzecca, come direbbe un "italiano con i valori" famoso, il tuo post è difficile da inserire nell'olimpo degli esempi dell'umano pensiero.

Non è il tuo campo il motociclismo.
Si vede.
Almeno, spero non lo sia, vivamente.
Per cui inutile è rispondere su tematiche a te del tutto sconosciute.

Più che altro sembra invece che questo intervento segua la corrente del "diamogli addosso", tanto cara agli italiani almeno quanto quella del "salire sul carro del vincitore".

In questa Italia che "Schioppa", pensa che tocca leggere le indignazioni sulla risposta televisiva di Rossi, da parte di un vice-ministro chiaramente a caccia di "evasori di lusso" che facciano colpo sugli italiani, visto che bisogna recuperare quattrini e dimostrare agli italiani più sprovveduti che la politica fiscale funziona...

Un vice-ministro indignato, lui, che non si cura dell'indignazione di quanti sanno che è a sua volta sotto indagine e sotto schiaffo di denuncia da parte di un generale ex-comandante della guardia di finanzia, per comportamenti, uso un eufemismo, poco chiari.

Pensa che tocca leggere giornali quale "L'Unità" che parlano di "Rossi l'Evasore" quando ancora c'è un'inchiesta in corso: i garantisti evidentemente sono in ferie. Loro che, chiamano le rapine ed i furti "Cultura Rom" e che non manderebbero in galera nemmeno gli assassini....
Loro parlano di "Evasore".
Loro che vanno in orgasmo per gente che nel "Capitale" di Marx è riuscita a trovare l'ispirazione politica e quella per possedere Yacht, terreni, collaboratori e portaborse pagabili in nero e case a canone equo, molto equo, nel centro di Roma.
Che vanno a feste da contesse a Vienna con l'aereo di stato e ci portano qualche amico, ma solo per portare tra i ricchi il "pensiero alternativo", ci mancherebbe.
Paladini del cachemire.
Il libro di Stella, insegna.

Pensa che la sequela di puttanate di questa tua "esternazione" non rientra nemmeno nelle categoria prima descritte del "diamogli addosso" o dell'opportunità politica.

Nemmeno in quella del biaggismo più rancoroso di cui sono ammantati gli articoli di alcuni giornali, dove i titolari degli stessi (articoli) sono vecchi nemici riconoscibilissimi...

No.
Questo post é solo una sequela di puttanate.
Così, del tutto gratis.

Una riflessione: il declino, perchè se ne possa parlare, avviene, se avviene, dopo che si è stati in alto, molto in alto.
Devi essere stato un grandissimo

Nel tuo caso, da quel che vedo, non ci troveremo mai parlarne....

MAK ha detto...

Se per avere un POST frequentato da commenti basta scrivere una sequela di puttanate, allora, forse, caro il mio Nifritz, tu hai capito tutto.
Dal formaggio di fossa che puzzerebbe, il che identifica chiaramente il tuo ruolo rispetto all'arte culinaria (capisci poco anche lì!), all'allegoria di Cenerentola che con il nostro pilota, nulla c'azzecca, come direbbe un "italiano con i valori" famoso.
Già: il tuo post è difficile da inserire nell'olimpo degli esempi dell'umano pensiero.

Non è il tuo campo il motociclismo.
Si vede.
Almeno, spero non lo sia, vivamente.
Per cui inutile è rispondere su tematiche a te del tutto sconosciute.

Più che altro sembra invece che questo intervento segua la corrente del "diamogli addosso", tanto cara agli italiani almeno quanto quella del "salire sul carro del vincitore".

In questa Italia che "Schioppa", pensa che tocca leggere le indignazioni sulla risposta televisiva di Rossi, da parte di un vice-ministro chiaramente a caccia di "evasori di lusso" che facciano colpo sugli italiani, visto che bisogna recuperare quattrini e dimostrare agli italiani più sprovveduti che la politica fiscale funziona...

Un vice-ministro indignato, lui, che non si cura dell'indignazione di quanti sanno che è a sua volta sotto indagine e sotto schiaffo di denuncia da parte di un generale ex-comandante della guardia di finanzia, per comportamenti, uso un eufemismo, poco chiari.

Pensa che tocca leggere giornali quale "L'Unità" che parlano di "Rossi l'Evasore" quando ancora c'è un'inchiesta in corso: i garantisti evidentemente sono in ferie. Loro che, chiamano le rapine ed i furti "Cultura Rom" e che non manderebbero in galera nemmeno gli assassini....
Loro parlano di "Evasore".
Loro che vanno in orgasmo per gente che nel "Capitale" di Marx è riuscita a trovare l'ispirazione politica e quella per possedere Yacht, terreni, collaboratori e portaborse pagabili in nero e case a canone equo, molto equo, nel centro di Roma.
Che vanno a feste da contesse a Vienna con l'aereo di stato e ci portano qualche amico, ma solo per portare tra i ricchi il "pensiero alternativo", ci mancherebbe.
Paladini del cachemire.
Il libro di Stella, insegna.

Pensa che la sequela di puttanate di questa tua "esternazione" non rientra nemmeno nelle categorie prima descritte del "diamogli addosso" o dell'opportunità politica.

Nemmeno in quella del biaggismo più rancoroso di cui sono ammantati gli articoli di alcuni giornali, dove i titolari degli stessi (articoli) sono vecchi nemici riconoscibilissimi...

No.
Questo post é solo una sequela di puttanate.
Così, del tutto gratis.

Una riflessione: il declino, perchè se ne possa parlare, avviene, se avviene, dopo che si è stati in alto, molto in alto.
Devi essere stato un grandissimo

Nel tuo caso, da quel che vedo, non ci troveremo mai a parlarne....

riki (anchio...ergas....) ha detto...

caro MAK ti capisco perfettamente, ed e' per questo che, facendo una panoramica e vedendo questo inebetimento di una nazione, non mi viene piu' da ridere anzi......

Anonimo ha detto...

mak, vuoi proprio fare il figo, eh?

PS: non ho capito la questione del declino... il declino ci può essere anche senza essere stato in altissimo, eh... e poi, cosa c'entra con il declino dell'autore? chi ha scritto non penso si sia mai messo né sentito così in alto...

Anonimo ha detto...

Valentino Rossi ha chiuso bottega, con quel rientro mesto al box dopo quattro giri del Santamonica e quella fuga dal circuito senza neppure parlare con i giornalisti. La bottega del suo motomondiale, lungo dodici anni di gloria altissima e adesso davvero vicino alla fine. Nulla sarà più come prima, al di là dei contratti.

In Italia c'è un ampio coté mediatico italiano - Italia Uno su tutti, media possessore dei diritti tv del motomondiale - che vuole far passare la resa totale a Stoner da parte dell'eroe dei due mondi come un problema di gomme (le Bridgestone dell'australiano infinitamente superiori alle Michelin di Rossi) e parzialmente di macchina (la Yamaha improvvisamente imbrocchita dopo essere stata portata, di recente, davvero di recente, vicino alla perfezione proprio dal dottor Rossi). Tutto falso, molto ipocrita e molto interessato.

Bene, una verità va detta: Rossi, il più grande sportivo italiano contemporaneo, il terzo pilota della storia del motociclismo dopo Hailwood e Agostini, è in chiaro, graduale declino. Lo è da due anni. Valentino Rossi ha perso il mondiale 2006 e sta perdendo quello in corso perché è un grande ex fuoriclasse travolto dagli sforzi, dalle sue stesse imprese, dalla scarsa manutenzione del suo fisico e dagli errori umani commessi e mai segnalati dallo stuolo di "signorsì" che lo circondano.

Per sfatare il mito del "mondiale delle gomme" basta collegare la memoria agli anni delle imprese di Rossi. Anzi, dell'impresa: 18 aprile 2004, la più bella vittoria del pilota, una delle più intense corse di moto mai disputate. Welkom 2004, sì. Il nascente leader del motomondiale moderno batté Massimiliano Biaggi per 210 millesimi in sella a una Yamaha che aveva in mano da soli tre mesi e mezzo. Quella Yamaha valeva, lo dicevano meccanici, capomeccanici e piloti, il 20 per cento in meno della Honda di Biaggi. Valentino Rossi ci mise il 21% di talento, aggressività, intuizione e vinse la gara della vita, una gara che avrebbe cambiato tutta la stagione e la storia del motomondiale. Il titolo 2004 venne vinto al primo tentativo su una moto nuova e regalò questa certezza: nel motociclismo Rossi può battere l'invincibile Honda, l'uomo può piegare la macchina, l'intera azienda.

Quella Yamaha era una moto tutta da rifare, sviluppata da altri piloti, inferiore sia alla Honda che alla Ducati: quel Rossi, all'apice a 25 anni, fu più forte dell'inferiorità della sua moto. E poi fu tenace nello svilupparla e farla diventare, nella stagione che seguì, la moto migliore.

La crescita dei pneumatici, si diceva. E' indubbio che nel corso del 2007 l'evoluzione delle gomme in MotoGp è stata straordinaria, mai vista. E il contingentamento del loro numero in gara, poi, ha reso i pezzi migliori ancora più preziosi. Ma da sole le gomme Bridgestone calzate dalla Ducati di Stoner non possono valere più di quel 20% di differenza che c'era tre anni fa tra l'intera moto Yamaha e l'intera moto Honda. Possono valere - essendo un pezzo importante della moto, decisivo, ma non il tutto - un 8-10% in più delle Michelin di Rossi. Il problema è che il Valentino del 2004 avrebbe compensato lo svantaggio gomme così come compensò lo svantaggio moto, il Valentino del 2007 non ce la fa.

Perché? Per due motivi. Stoner è più forte del Biaggi del 2004: ha una testa, forgiata nella povertà adolescenziale, che ha fatto svalvolare il cervello fino a ieri impenetrabile di Valentino (e l'ultima botta all'equilibrio del tavullese è arrivata con la storia dell'evasione fiscale). E poi Rossi è in chiaro, graduale declino. Si fatica a pronunciare quella parola - declino - per uno che ha solo 28 anni e ha vinto sette mondiali e ha la forza d'attrazione di Valentino Rossi.

Ma, di sicuro, l'apice il pilota italiano lo ha toccato nel 2004 e nel 2005 ha mantenuto il livello fracassando avversari vecchi: Biaggi, 33 anni e psicologicamente distrutto dalle sconfitte e dalle liti, poi Gibernau, 32 anni e in moto normodotato. Nel 2006 Rossi ha perso un mondiale contro il discreto Hayden per alterigia, un po' di sf..a, la distrazione Ferrari e la scarsa manutenzione fisica: la caduta facile di Valencia, ultima gara, ne è un'evidenza.
Ecco, Valentino va in moto da quando ha tre anni, fa gare da quando ne ha sei, è al motomondiale (16-18 trasferte l'anno) da dodici stagioni, ha resistito a grandi pressioni, ha compiuto l'impresa motociclistica del secolo. Oggi è in chiaro, graduale declino. E la forza di Stoner lo ha messo a nudo. Per anni Rossi ha avuto la moto migliore (l'Aprilia, poi la Honda, quindi la Yamaha del 2005 e del 2006), i team migliori (sempre, in tutte le categorie), spesso le gomme migliori (la Michelin lo ha favorito fino all'altro ieri, spesso con la gomma sfornata il sabato notte, e lui ricambiava facendosi scrivere il nome del gommista francese sul cappello da universitario per esibirlo in mondovisione al Mugello). Ma tutto questo ben di dio era al servizio del più forte motociclista del mondo, oggi non è più così.

IlRitornoDelRE ha detto...

Ah AH AH AHAHHHHHAAAHHAHAH!!!!
(risatona)
Il declino di un campione...
Di chi stiamo parlando?

Ore 21.15 mi trovate in chat...non sempre...se capita...