Visto che la discussione su ragione e fede si è trasformata in realtà in un dibattito su fede e matematica, ho pensato simpaticamente di fare un post un po’ alternativo sulla dimostrazione matematica dell’esistenza di Dio. Uno dei più grandi logici di tutti i tempi, Kurt Goedel, ci ha fornito per diletto una dimostrazione assiomatica dell’esistenza di Dio. Se la matematica e la logica catturano enti reali, allora una dimostrazione simile dovrebbe catturare il concetto di Dio. Prima che a qualcuno vengano delle manie teologiche, ovviamente il Dio qui dimostrato non è il Dio di Abramo e di Isacco, ma quello che si chiama usualmente ultrafiltro :-) Visto che il forum non possiede una simbologia adatta cercherò comunque di arrangiarmi in qualche modo. A qualcuno potrà sembrare un tantino incasinata. MA ne vale la pena seguirla, anche perché vi darà un bel po’ da riflettere :-) Comunque cercherò di commentare ogni passaggio, quindi anche se non avete voglia di leggere le formule potete benissimo seguire la parte informale! In ogni caso se avete dei dubbi basta chiedere.
La simbologia che ho usato è la seguente (maledetto html!): (1) x,k,i, etc. sono formule atomiche (non scomponibili); (2) P, G, E sono costanti predicative in cui P sta per positivo, G per divino e E per esistenza; (3) > sta per il condizionale “se...allora”, e – sta per la negazione; (4)x Ess y è una relazione che sta per x è l’essenza di y; (5) due operatori modali N e M che significano rispettivamente “è necessario che” e “è possibile che”; (6) i quantificatori sono: (x) significa “per ogni x tale che...” e – (x) –a “esiste almeno un x tale che a”
1) Definiamo P(x) come x gode di P, x è una proprietà positiva
2) Primo assioma: P(x) . P(y) > P(x,y) cioè la somma di due proprietà positive è, a sua volta, una proprietà positiva.
3) Secondo assioma: P(x) | P(-x) che indica la disgiunzione esclusiva (xor come dicono gli informatici)
4) Definizione di Dio: G(k) := (x) [ P(x) > x(k) ] ovvero per ogni x, se x è una proprietà positiva allora x è in funzione di k. Sostanzialmente Dio è colui che possiede tutte le proprietà positive (è puramente buono, puramente giusto, onnisciente, etc.)
5) Definizione di essenza: x Ess k := (x) [y(k) > N(i) [x(i) > y(i)]] dove N è il predicato che indica la necessità. La formula significa semplicemente che due essenze di k sono necessariamente equivalenti.
6) Terzo assioma: P(x) > N (P(x)) ovvero se x è positivo lo è necessariamente, -P(x) > N-P(x) che significa se x non è positivo allora è necessario che non lo sia.
7) Teorema: G(k) > G Ess k che significa semplicemente: se k è divino allora la divinità è l’essenza di k
8) Definizione di essenza necessaria E(k) = (x) [x Ess k > N –(x) – x(k)] che significa se, per qualunque x, x è l’essenza di k, allora è necessario che k sia in funzione di x. E’ una semplicissima definizione di essenza necessaria.
9) Assioma 4: P(E) questo è importantissimo! L’esistenza è una proprietà positiva
10) Teorema: G(k) > N-(i) – G(i) che si deriva sostituendo nel primo teorema “G Ess k” con il conseguente nella definizione necessaria. Ovviamente viene posta una particolare x che è i.
11) Segue che -(k) - G(k) > N-(i) – G(i) cioè si aggiunge all’antecedente un quantificatore esistenziale (se la formula vale per k, varrà quindi per almeno un k)
12) Ancora M-(k) - G(k) > MN-(i) – G(i) introduco in entrambi i membri l’operatore M di possibilità (si può fare in quanto non si crea alcuna variazione nella formula)
13) E infine: M-(k) - G(k) > N-(i) – G(i) ecco dimostrata l’esistenza di Dio semplificando MN: “se è possibile che esiste un k che è divino (cioè Dio), allora è necessario che esista un i che è appunto divino (Dio esiste necessariamente)”.

10 commenti:
Sì bhè questa è proprio tosta! Domani ci penso su! Notte! Comunque vorrei far notare che non sempre ma spesso alle 22.00 mi connetto e a piè pagina di sto blog c'è una chat così volendo ci potremo chiarire in diretta!
Notte!
Allucinante! Prometto però una risposta prossimamente...
ehm...già...
Ok, le promesse vanno rispettate :-)
Sì, sì come promesso ecco la risposta: "e' al di là della mia portata!". Ma siamo sicuri sia giusta? se è così dovrò cominciare a pregare qualcosa...
Sì, è giusta ma nel senso matematico del termine: dalle definizioni tramite regole di inferenza seguono teoremi e Dio è un teorema. Poi si può concordare o meno sugli assiomi o sulle interpretazioni. Ad esempio: perché l'esistenza deve essere considerata una proprietà positiva? Siamo sicuri che sia "intuitivo" l'ultimo passaggio? Cioè, se una cosa è possibile allora è necessaria? Io l'ho sempre trovata un'assunzione piuttosto "forte". C'è una cosa che faccio notare: non è possibile replicare sullo stesso modello una prova sull'esistenza del "diavolo" :-)
Divaoloccio di un Lord Russell! I tuoi artefatti logici mi mandano fuori di testa... :)
:- ) Ah dimenticavo! Se a qualcuno interessa la questione, provate questi link:
http://plato.stanford.edu/entries
/ontological-arguments/#GodOntArg
Enciclopedia di Standford. E' fatto bene e non è nemmeno spiegata in maniera formale
http://en.wikipedia.org/wiki
/G%C3%B6del%27s_ontological_proof
Classica Wikipedia :-) La dimostrazione su wiki però è meno commentata e dà per scontato che si conosca la simbologia modale.
PS. Ovviamente sono in inglese :-)
bah... non è nulla di nuovo.
è una ritrattazione di Anselmo D'Aosta trasportata in matematica.
Posta un commento