Siamo in autunno, in un soleggiato pomeriggio d'autunno. Il sole splende, il cielo è terso, gli uccellini cinguettano e a me personalmente, tutto questo mette addosso un sacco di malinconia. Ma non importa, non è di questo che voglio parlare. Quello di cui vi voglio parlare è dell'invito che avete tra le mani, scritto su carta pergamenacea e in bello stile, così bello ed elaborato che si fa difficoltà a capire che c'è scritto. Parla di una casa in campagna, di un tizio misterioso, di una comunità e, udite udite, di un tesoro! Mentre cercate di decifrare l'arcano, vedete un gruppo di persone che si sta dirigendo verso una casa di campagna e fuori dalla porta di questa casa c'è un tizio misterioso che parla di un tesoro. Mistero risolto.
Mi avvicino anch'io. Rintocchi di campane si miscelano nell'aria diventata austera perchè fradicia d'incenso. Il mormorio della folla che composta vegeta di fronte il tizio misterioso, si sfalda e diventa più inconsistente del frullare d'ali dei merli di campagna, che ora ci osservano, muti, immersi in fastigi frondosi.
"Fratelli carissimi, io vi prometto che a Kanzarzen troverete un tesoro di dimensioni bibliche. E' solo lì che vi aspetta, voi dovete solo affrontare le difficoltà di questo lungo cammino che vi separa da esso, ma una volta arrivati sarete ricchi di brutto!"
Cra cra cra cra. Piovono piume nere. I merli erano già partiti.
Io invece stavo fermo là, ancora col mio invito in mano, a guardare quella gente che diceva di credere e che ora pian pianino com'era venuta se ne tornava a casa. Qualcuno fa due tre passetti verso nord, in direzione di Kanzarzen, guarda all'orizzonte per vedere quanto manca, se è già possibile vederlo. No, no, troppo distante, meglio tornare a casa. Così è questa la gente che crede nei tesori? Questa la gente che dice: "Ma certo che c'è!" e poi, al posto di andarselo a prendere, perde tempo a guardare "C'è posta per te"? Io credo che voi più di tanto non crediate. Io non dovrei giudicare la fede altrui, ma tanta mollezza nel vivere quando invece è richiesta una certa determinatezza nella ricerca, mi da molto da pensare.
Il tesoro è là e tutti credono nella sua esistenza. Ma quanti sono partiti per andarlo a cercare? Questa è la misura della fede.
Mi avvicino anch'io. Rintocchi di campane si miscelano nell'aria diventata austera perchè fradicia d'incenso. Il mormorio della folla che composta vegeta di fronte il tizio misterioso, si sfalda e diventa più inconsistente del frullare d'ali dei merli di campagna, che ora ci osservano, muti, immersi in fastigi frondosi.
"Fratelli carissimi, io vi prometto che a Kanzarzen troverete un tesoro di dimensioni bibliche. E' solo lì che vi aspetta, voi dovete solo affrontare le difficoltà di questo lungo cammino che vi separa da esso, ma una volta arrivati sarete ricchi di brutto!"
Cra cra cra cra. Piovono piume nere. I merli erano già partiti.
Io invece stavo fermo là, ancora col mio invito in mano, a guardare quella gente che diceva di credere e che ora pian pianino com'era venuta se ne tornava a casa. Qualcuno fa due tre passetti verso nord, in direzione di Kanzarzen, guarda all'orizzonte per vedere quanto manca, se è già possibile vederlo. No, no, troppo distante, meglio tornare a casa. Così è questa la gente che crede nei tesori? Questa la gente che dice: "Ma certo che c'è!" e poi, al posto di andarselo a prendere, perde tempo a guardare "C'è posta per te"? Io credo che voi più di tanto non crediate. Io non dovrei giudicare la fede altrui, ma tanta mollezza nel vivere quando invece è richiesta una certa determinatezza nella ricerca, mi da molto da pensare.
Il tesoro è là e tutti credono nella sua esistenza. Ma quanti sono partiti per andarlo a cercare? Questa è la misura della fede.


7 commenti:
Io ho sempre pensato una cosa un po' paradossale, cioè il fatto che la religione cattolica sia politeista! Quasi nessuno infatti segue i dogmi o peggio ancora li conosce. Moltissimi fedeli non vanno a messa, non leggono la Bibbia etc. etc. Io concluderei che tutta sta gente crede ognuno a un Dio diverso, fatto a proprie aspettative. Ma aspettate un attimo! Non era l'uomo fatto a somiglianza di Dio? Eppure sembra che quelli che si ritengono fedeli abbiano fatto loro un Dio a propria immagine! Se ognuno quando pensa a Dio (se ci pensa) ha un'idea diversa di Dio, allora quanti dei ci sono? Un Dio che mi faccia vincere al superenalotto, un dio da invocare quando le cose vanno male, un dio dei dogmi, un dio che non vuole che seguiamo i dogmi (i cosiddetti "credenti" non praticante) etc. etc. Talete diceva che la natura è piena di dei. Forse non aveva poi tutti i torti...
Sì concordo in pieno. Ognuno si crea il Dio che gli serve. Purtroppo oggi come oggi la nostra religione è diventata terreno di compromessi: se vuoi che la gente vada in Chiesa devi cercare di andarle incontro. Così il papa è visto da molti come uno retogrado, vecchio stampo, poco flessibile. Ma dico io: non è la religione che dovrebbe essere flessibile! E' la gente che dice di credere che dovrebbe adattarsi! Invece ciò che è scomodo viene reinterpretato in chiave più comoda, in maniera da far contenti tutti.
Non ci sono tanti dei, nè tanti uomini.
C'è un solo uomo, e un solo dio...
La religione si sta sfaldando come gelato al sole!
Una domanda: come mai in chiesa ci vanno praticamente solo i vecchi?
Io, non perché di mestiere faccio il prete cattolico, sono insieme un ricercatore di tesori e uno che cerca di indicare la strada per cercarli: il capo-fila e ricercatore.
E' vero: c'è troppa gente arresa perché la ricerca è appassionanete ma anche sfiancante, lunga e complessa... Eppure credo che tanti (magari nascosti) abbiano il cuore (non solo la vita) giovane di chi umilmente si mette in viaggio lasciando nel cassetto la sua idea di tesoro, la sua idea di Dio, la sua comodità... e tante volte non c'è nemmeno bisogno di partire dalla Chiesa per iniziare la ricerca!
Quelli che partono e vanno veramente a cercare i tesori sono pochi. Ma riconosco che quei pochi danno speranza a molto.
Posta un commento