Spesso si distingue in questo modo la psicologia dalla logica: la prima ci dice come pensiamo, la seconda come dobbiamo pensare. E’ ben noto che noi spesso non pensiamo come dovremo pensare, ma commettiamo innumerevoli errori logici, detti anche fallacie. Capita poi che politici, giornalisti, imbroglioni, amici e chi ne ha più ne metta, utilizzino, più o meno consapevolmente, tali fallacie. Vediamo se riusciamo a mascherarli! Quasi tutte le fallacie sono state classificate dai medievali, e perciò prendono la denominazione latina.
Fallacia compositio
Qualche mese fa un tizio poco raccomandabile è venuto a casa mia a montare a proporci un allarme. Se i miei non si fossero fatti imbonire dalla compositio a quest’ora non dovremmo pagare un botto di soldi. L’amico degli allarmi infatti fa: “Questo allarme può essere acquistato pagando comode rate mensili di importo modico”, dunque “Conviene, signora comprare questo prodotto” che può essere parafrasato in “Il suo importo è modico”. Ora, il trucco è quello di trasferire una proprietà dai singoli oggetti (le rate), al prezzo nella sua interezza.
Un altro esempio può essere la cosa che è capitata l’altro giorno e che, immagino, sarà capitata a tutti. Mia nonna mi fa “Tutti gli ingredienti di questo piatto sono buoni (cioè mi piacciono)”; dunque “Questo piatto è buono”. Anche questo è un trasferimento illecito dalle parti al tutto.
Un altro esempio del tipo è stata qualche giorno fa. Un mio amico stava aggiustando una tapparella, e così mi ha detto “Ogni componente della tapparella è robusto” e ne ha implicitamente concluso che “Questa tapparella è robusta”. Manco a dirlo la tapparella si è sfasciata dopo 4 giorni :-)
Argumentum ad hominem
Capita spesso con qualche amico di vedute politiche differenti ( e io sono notoriamente di sinistra) che si dica: “Giorgio dice che bisogna abbassare gli stipendi ai parlamentari” ma “Giorgio è notoriamente un comunista!” quindi “non bisogna abbassare gli stipendi ai parlamentari”. E’ però evidente che Giorgio può avere delle ottime ragioni a favore dell’abbassamento degli stipendi ai parlamentari pur essendo comunista. Per la par condicio potete sostituire al posto di “comunista” quallo “sporco capitalista” “meridionale” “settentrionale” “terrorista” “omosessuale” “prete” etc. etc.
Argumentum tu quoque
Detto per i più l’argomento di chi predica bene e razzola male, ma che è assolutamente fallacie (e spesso è usato come se non lo fosse”. Se una persona mi dice: “Beatrice dice che il fumo fa male” ma “Beatrice fuma come un turco!” se ne conclude che “fumare non fa male”.. Anche qui, il fatto che Beatrice fumi o meno non è rilevante circa la bontà della sua tesi.
(variante con Beppe Grillo) Argumentum ad hominem
L’altro giorno un mio amico mi fa “Beppe Grillo fa interventi a favore della politica pulita” ma poi “Beppe Grillo però vende nel suo blog libri e cassette sui suoi interventi”. Conclusione: “Non è vero quello che dice Grillo”. E’ evidente anche qui che non basta dire che il sostenitore di una tesi trarrebbe vantaggio dalla sua accettazione: la bontà della tesi va valutata indipendentemente.
Argumentum ad verecundiam (dedicato ad Angelo alias “Buondiavolo”)
Una volta da Santoro c’è stato Dario Fo, e qualcuno ha detto “Dario Fo sostiene che dovremo passare all’idrogeno”; dunque: “dobbiamo passare all’idrogeno”. Ora, visto che Dario Fo non è un esperto di energia, non c’è alcuna ragione per accettare la sua tesi (anche se il fatto che è un Nobel potrebbe aumentare il suo prestigio). Beninteso, le argomentazioni di Fo potrebbero essere perfette e incisive, ma la sua autorità non basta a definirle come automaticamente vere.
Argumentum ad popolum
Spesso nei telegiornali si sente dire “gli esperti dicono che..” oppure “gli scienziati affermano che..” senza che vengano detti nomi, cognomi e titoli e la gente li accetta così come sono. E’ lo stesso il meccanismo che viene usato per le pubblicità, come quando Paris Hilton ci invita a comprare il cellulare della 3. C’è anche la variante che si sente spesso nei discorsi, del tipo “tutti sanno che...” in cui si fa appello alle opinioni della maggioranza acriticamente.
Argomento dell’uomo di paglia
Si costruisce un’antitesi assolutamente debole e caricaturale per poi screditare l’antitesi in tutta la sua portata. Si prenda ad esempio “Marx sostiene (e i comunisti pure) che dobbiamo esser tutti uguali” quindi: “Marx (e i comunisti) avevano torto”. L’argomento è fallace perché ovviamente la tesi è debole se non grottesca..
Fallacia non sequitur
Questa è molto semplice da individuare, ma non poco comune. Provate a chiedere a qualcuno, come io ho chiesto a mia zia: “Se Niccolò studia passerà l’esame”; “ma Niccolo non studia”; cosa ne possiamo concludere? La maggior parte risponderanno che “Niccolò non passerà l’esame”. In realtà questa conclusione è totalmente sbagliata. Potrebbe accadere che Niccolò passi comunque l’esame, magari perché è simpatico al prof oppure (come capita all’università) è raccomandato o tante altre cose. Possiamo tradurre il ragionamento nel calcolo proposizionale ((P -->Q)&(-P))-->(-Q) e vedrete che bella porcheria viene fuori.
Petitio Principii
E qui ci sta un bell’argomento religioso. Un ragazzo cattolico qualche mese fa mi dice una cosa del tipo “La Bibbia dice che Dio esiste”, “ma la Bibbia non può mentire, perché la Bibbia è la parola di Dio”. Conclusione: “Dio esiste”. A rigore questo non è un errore logico, ma la sua inadeguatezza va ricercata sul piano pragmatico:la conclusione infatti si limita a ribadire ciò che era già implicito nelle premesse. E’ della stessa forma l’argomento di Di Pietro: “Queste azioni sono proibite dalla legge, quindi queste azioni sono illegali”. Ma visto che “illegale” e “proibito dalla legge” vogliono dire la stessa cosa, la conclusione afferma la stessa cosa della premessa, ed è perciò circolare.

3 commenti:
molto bello questo resoconto... per quanto rigua l'ultimo capitolo però... vorrei lo si prendesse come esempio di argomentazone fallace, non come contenuto fallace (la vera cazzata l'ha detta il ragazzo cattolico, sì, ma ottuso) grazie, scusate se mi sono intromesso, ma stavo leggendo il breviario ai margini della radura e ho sentito un bel discorsetto...
continuate così
Argh...
Si certo è un argomento fallace, non un'obiezione alla religione in se! Piuttosto a questo mio amico che studia lingue orientali...
:-)
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