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"Quello che facciamo per noi stessi muore con noi , quello che facciamo per gli altri o per il mondo rimane ed e' immortale", Albert Pine

giovedì 8 novembre 2007

Il Treno dei Desideri

L'altro giorno in treno ho avuto il piacere di dividere il piccolo spazio che separa una carrozza dall'altra con una divinità, ma non l'avevo capito subito. Inizialmente svolazzava freneticamante, come una mosca presa sotto un bicchiere, e si precipitava da una cabina all'altra. Io, che ero in piedi appoggiato alla parete lungo la quale scorreva la porta del vagone, mi ero preso più di qualche cannonata sulla spalla e così ogni volta che sentivo il maniglione scattare, alzavo gl'occhi di colpo dal 'Il Sogno Perfetto' (che è un libro, da non confondere con la mancanza di sonno che attanaglia il pendolare!) e scartavo con un rapido spostamento di baricentro, frutto di un complesso e da me brevettato movimento di gambe. Sto tizio non faceva di certo complimenti, se ne sbatteva altamente di sbattermi addosso la porta, ma nel mio crescente sentimento di astio nei suoi confronti ignoravo la grandezza di quello che stava facendo, lui, mandato dall'aldilà da Osiride perchè flagellasse i cogl..ni a noi mortali. No scusate, questo era appunto ciò che pensavo prima, nel crescente sentimento di astio, ma poi tutto cambiò, all'improvviso. Lui ora stava fermo, concentrato, sudato nonostante il freddo, aveva capito che non serviva a nulla sbattere contro le pareti di vetro. Ma non appena il bicchiere si alzò di tanto così entrò dentro il controllore, anzi la controllora. Era una ragazza piuttosto giovane, incredibilmente sorridente data l'ora, il posto e la gente. 'Cazzo!! Ma com'è che qua non c'è mai posto per sedersi? eh? eh? io pago, lui paga, lui in piedi, cazzo!', 'come scusi?' risponde lei frastornata e con voce di elio, 'sì, no, cazzo! perchè? eh? ho fatto il giro, via, dai, non sarà mai possibile! e la pima classe è tutta libera, perchè non ci si può sedere là?', 'bhè mi scusi comunque non mi pare il caso di fare tutta questa sceneggiata', io nel frattempo avevo gl'occhi sul libro ma non leggevo più perchè avevo trovato di meglio da fare: pago 50 euro al mese di abbonamento e compreso c'era anche una commedia teatrale? Figata! L'orrido e oscuro discepolo d'Osiride e la figlia più brutta di Hapi, protettrice del lungo corso delle fs e vestita di verde come il limo che ti rimane addosso dopo una giornata che giri per le stazioni e sfiori gente su gente e sporco su sporco (ma la giornata era appena iniziata! come poteva già essere tanto verde??). Una classica lotta bene vs male ma...il bene in teoria era lui, perchè difendeva in qualche maniera anche la mia posizione (o no? il bene non sta sempre dalla parte dove stiamo noi?). 'guardi, ci sono almeno una ventina di posti liberi da qui alla prima carrozza e di sicuro ce ne saranno altrettanti da quella parte, senza andare per forza in prima classe!'. 'eh sì, ma io non posso fare tutto il treno per sedermi, guarda sti poveri studenti in piedi!' e indicava me e altri due che si facevano apparentemente i cacchi loro (sì ma prima mi hai preso a sportellate stronzo!). Ora capivo, lui era il Salvatore dei pendolari, profetizzato e invocato più volte dai passeggeri più scontenti, quelli che dopo dieci ore di lavoro dovevano pure stiparsi in quelli che diventavano per l'occasione più dei carghi bestiame che mezzi di trasporto umani. 'non potrà andare sempre avanti così, vedrete! ' dicevano i pochi fortunati che non avevano in bocca il gomito di un altro. Eccolo qua! L'avete chiamato? E lui è arrivato, Osiride non è sordo alle nostre preghiere. 'a lei non interessa niente di questi ragazzi? non li vede?' ma a guardarmi davo tutta sta impressione di insofferenza? Non credo, eppure la controllora si preoccupò quando mi vide. Avrei voluto dirle che se avevo la faccia incazzata non era volontario, tengo quell'espressione solo per un puro fattore estetico/ornamentale, non ero incazzato! Ma feci involontariamente il gioco del Salvatore (che forse era anche il mio gioco dopotutto). Così lei andò via triste (e un po' mi dispiacque) con la scusa che doveva affrettarsi a procedere nei controlli, ma si vedeva che ormai le avevano guastato la giornata. Mi rimisi a leggere, il Salvatore gongolava, a testa alta, sorrisino soddisfatto, sguardo imperlato di sudore. Mi dissocio dal valore di quella vittoria, diventata sgradevole a causa dell'essere tignoso che l'aveva conquistata. Non si può vincere così! E tanto per dare una parvenza filosofica a un post che non voleva avere niente di profondo: il fine non giustifica i mezzi!

3 commenti:

angelo ha detto...

occhio che domani c'è sciopero! Dalle 09.00 alle 17.00
Oggi il viaggio di ritorno l'ho fatto in un treno che avrà avuto almeno 40 anni. Gli unici posti liberi in piedi erano quelli del vano biciclette. Essendo pieno di spifferi, in questo "scompartimento" entrava dall'esterno tutto il fumo della motrice diesel.

Poi dicono che il treno inquina meno: se facevo tutto il viaggio in macchina (diesel) con il tubo dello scarico nell'abitacolo avrei respirato aria migliore. . .

p.s. mi sono lamentato di questa esperianza solo in questa sede e non mi sono elevato a Salvatore dei miei compagni di sventura.

Little John ha detto...

Argh! Grazie Angelo! se non mi avvertivi domani avrei sicuramente invocato anch'io Osiride e il suo scagnozzo...

Loris Bellodi ha detto...

boh che intervento strano...
però però però... io le poche volte che ho preso il treno me lo sono goduto per bene nonostante la scomodità (nella zona tra Pisa Siena e Firenze). Mi ci mancava solo la chitarra ed ero a posto! Il treno è una gabbia in cui vengono rinchiuse le esperienze umane di tanti individui che formano una collettività momentanea. Basta cercare di capirle: ad esempio il tizio a fianco a me, quello lì a fianco al vetro, ha lo sguardo perso nel vuoto e la barba incolta, i vestiti sporchi e stracciati, probabilmente è un uomo felice.

Ore 21.15 mi trovate in chat...non sempre...se capita...